F1: Le vetture di F1 avranno il tettuccio chiuso?

La FIA ha recentemente condotto alcuni test per vedere cosa succede quando si spara una gomma di Formula 1 direttamente su un tettuccio di un aereo da caccia a 225 km/h.

Il test, realizzato dal centro di ricerca della FIA Insitute, ha visto la comparazione di un normale parabrezza di una vettura di Formula 1 rispetto al tettuccio di un caccia F-16.

Dall’incidente di Felipe Massa in Ungheria, due anni fa, dove il brasiliano fu colpito al casco da una molla perduta dalla vettura di Rubens Barrichello, i passi avanti in tema di sicurezza sono stati molti, ma ancora poco si è fatto per tutelare il conducente e proteggerlo da detriti che lo colpiscono frontalmente. Il test è stato effettuato sparando una ruota con cerchione e pneumatico, del peso di 20 chili, utilizzando un cannone impegato sui set cinematografici dei film per spingere oggetti pesanti. Il risultato è stato molto promettente. Il parabrezza chiuso in policarbonato ha assorbito il colpo senza deformazioni. Al momento dell’impatto il tettuccio si è flesso come previsto senza subire danni immediati. Ma se questo potrebbe fornire più sicurezza per i piloti, ci sono alcune altre questioni importanti da affrontare.

I piloti della F1 hanno respinto l’idea del tettuccio chiuso per motivi di sicurezza, dicendo di preferire il parabrezza tradizionale aperto. Le argomentazioni riguardano lo sporco e la pioggia, la ventilazione e soprattutto la rimozione del pilota in caso di incidente: ribaltamento o soprattutto incendio. Ross Brawn, il team principal della Mercedes, ritiene che l’estrazione di un pilota sarebbe molto più difficile e pericolosa, se il tettuccio fosse installato: del resto queste obiezioni sono superate in altre competizioni automobilistiche, come la 24 Ore di Le Mans o il Campionato Prototipi, in cui le auto per mantenere pulito il parabrezza hanno uno strumento semplice come il tergicristallo. E’ vero però che la molla che ha colpito Massa in Ungheria pesava 800 grammi e che gli ha perforato il casco, rischiando di ucciderlo: i risultati di un impatto con un oggetto del peso di 20 kg potrebbero essere devastanti e se si pensa a ciò che accadde nel 1977 a Kyalami, nell’incidente più spaventoso mai avvenuto in F1, quando il pilota della Shadow Tom Price rimase decapitato dopo aver investito un commissario di gara che aveva in mano un estintore di peso analogo, è chiaro che il rischio di situazioni di questo tipo è sempre possibile. Ricordiamo che esattamente due anni fa, e soli sei giorni prima dell’incidente a Massa, in GP2 sul circuito inglese di Brands Hatch il pilota Henry Surtess, figlio dell’ex pilota della Ferrari John, morì in maniera analoga, colpito da una gomma sul casco. Le ricerche comunque per il momento procedono: pare che l’idea di base sia quella di rendere il possibile futuro tettuccio delle F1 eiettabile in emergenza come quello degli aerei.

 

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Alessandro Nuzzo

Articolo scritto da Alessandro Nuzzo il 20/07/2011
Categoria/e: Test.



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