MOTOGP:
E’stato davvero un salone scacciacrisi dove anno partecipato una marea di operatori del settore e giornalisti, dove non c’era un buco libero nei sei padiglioni che si sono sviluppati sui medesimi spazi dello scorso anno, dove gli italiani hanno fatto la parte del leone e dove non ha brillato una tipologia di motosu un’altra.C’è stato il tempo di stupirsi all’inizio con la concept di una bmv sei cilindri che nessuno si aspettava, specialmente dai compassati tedeschi, un motore che è un gioiello della tecnica per quanto è compatto, piccolo e sicuramente in predicato per equipaggiare un’altra serie, magari una serie six, dopo la R boxer e la K a quatro cilindri.C’è stato il modo di apprezzare la rivoluzione Ducaticon una multistrada innovativa davvero capace di trasformarsi per più di un pilota, una moto che darà sostenuti volumi di vendita e che apre la strada a una nuova famiglia di ducatisti.Ci sono state le sorprese di guzzi, cosi’ straordinarie e scioccanti e le certezze di Kawasaki con la massiccia Z 1000 e la superturistica GTR 1400 e per festeggiare i 25 anni una tra le più riuscite della Suzuki la supersportiva GSX-R1000.