Tempi duri per chi ha fatto il grande salto, per i ragazzi che hanno più che raddoppiato i cavalli da tenere a bada. Devono imparare tanto, quasi tutto, e il corso di formazione professionale è maledettamente breve. Solo sei giorni, di cui quattro a Sepang dove spesso la pioggia rovina i piani, e due in Qatar, dove si girerà di sera, come in gara, tanto per complicare le cose.
Marco Simoncelli, molto onestamente, ha detto di avere poche idee, per di più confuse. Alvaro Bautista non sa dove sbattere la testa, perchè la Suzuki ha un sacco di cose nuove da provare in fretta e lui non è in grado di dare una mano a capirossi nello sviluppo. Hiroshi Aoyama, completamente a digiuno di elettronica perchè la sua Honda 250, al contrario dell’Aprilia, ne era totalmente priva, ammette di dover mangiare ancora tanta minestra.
L’unico che sembra aver trovato qualche spiraglio giusto è Hector Barbera, continuamente a ripetizione dagli ingegneri Ducati che sembrano anche buoni insegnanti.
Cosa pretendere dunque da questi magnifici quattro della duemmezzo, tre dei quali hanno intasca anche un titolo mondiale. Poco, almeno nelle prime gare, anche se la paga presa a Sepang da Rossi e soci di alto rango nel primo test, rimane nell’ordine del sopportabile visto il talento di base dei rookies in questione.
Diciamo allora che sarà un campionato nel campionato, ancora più interessante e intrigante perchè la rivalità tra Supersic e i due spagnoli si trascina da tempo condita da scorrettezze varie in pista. Roba comunque da non ripetere in MotoGP perchè le conseguenze sarebbero molto più pesanti.