Pietro Taricone si è schiantato al suolo, per un probabile errore di manovra al suo paracadute, poco fuori la città di Terni. Nove ore di rianimazione
non gli hanno restituito la vita: lascia così, a 35 anni, la moglie Kasia e la figlioletta Sofia di 6.
Taricone era un simpatico sbruffone, autentico protagonista del Grande Fratello, forse il solo protagonista del programma nei suoi dieci anni di storia. E’ stato l’unico, tra i giovani che aspirano ad entrare nel mondo televisivo passando dal circuito del reality, ad aver intrapreso con una certà onesta il proprio percorso individuale, non azzardatamente definibile “autoriale”.
Ribelle al teatrino messo in piedi dalla tv per fagocitare personaggi transitori, notissimi per il breve tempo del reality e poi rispediti sollecitamente nel dimenticatoio, Taricone, a suo modo, ha avuto una sorta di componente rivoluzionaria nel proprio percorso: aveva ripreso a studiare fuggendo dai “fasti” per lui improbabili dell’intrattenimento da quattro soldi della domenica pomeriggio ed era diventato un attore di fiction. Non un fenomeno – men che mai un fuoriclasse – ma una persona che si è impegnata per svolgere un lavoro di suo gradimento.
La sbruffonaggine è una testimonianza della gioventù e Taricone aveva sbruffonaggine e dunque spirito giovanile da vendere. C’è sempre un effetto straniante ed un odore di ingiustizia quando se ne va un giovane.